Cala Goloritzé: le parole potrebbero non bastare per descrivere questo posto. Anche la più bella foto non renderebbe mai giustizia al luogo. Cala Goloritzé è indubbiamente una delle punte di diamante, non solo del Selvaggio Blu, ma della Sardegna intera.

La meravigliosa caletta, incastonata in una piccola insenatura, appare alla vista come un quadro creato dalle mani di Dio. Le gradazioni di blu del mare trasparente, i sassolini bianchi dell’arenile, le rocce millenarie circostanti e la vegetazione aspra che l’avvolge sono gli elementi che rendono unico questo dipinto perfetto di madre natura.

Inserita nel panorama è la guglia piramidale di Monte Caroddi. Alta 143 metri, svetta fiera come un guardiano silenzioso della spiaggia, tanto da diventare, nel tempo, insieme all’arco naturale sottostante, il simbolo di Cala Goloritzé. Dichiarata monumento nazionale protetto dal 1995, è la spiaggia più fotografata d’Ogliastra.

A cala Goloritzè sono vari gli incontri “interessanti” che si posso fare. Oltre alla presenza di trekkers, di climbers impegnati a scalare la guglia, non è raro trovare caprette che si inerpicano indisturbate in questo selvaggio territorio oppure scorgere un falco regina mentre solca il cielo.

 Guglia Cala Goloritzé

Una giornata a Cala Goloritzé

La “conquista” di Cala Goloritzé inizia da “Su Porteddu”, il punto di ristoro all’ingresso del sentiero che porta al mare. Qui vive Formica, un delizioso cagnolino meticcio che ogni mattina “sceglie” uno o più turisti, li accompagna per tutto il tragitto, si accomoda con loro in spiaggia e li accompagna nuovamente al ritorno. Io sono (notoriamente) una persona poco propensa al movimento ma erano anni che desideravo compiere questa “eroica impresa”. Seguendo i preziosi consigli della mia amica Loretta, baunese di nascita, esperta conoscitrice della zona e camminatrice, mi sono allenata per vincere questa sfida. Abbiamo rimandato l’escursione per tutta la scorsa estate: troppa gente e troppo caldo.

La stagione migliore per godere appieno della natura circostante è indubbiamente la primavera, con le sue giornate lunghe, frizzanti ed i profumi che si risvegliano dopo un lungo inverno. L’autunno è un altro bel periodo per compiere l’escursione e apprezzarne tutta la sua immensa bellezza. Io e Loretta siamo scese a cala Goloritzé in ottobre, in una meravigliosa giornata di sole. Abbiamo camminato su vari tipi di suolo: sassolini scivolosi, pietre, rocce appuntite come coltelli, terra battuta. Ammirato scorci spettacolari, odorato fragranze di vario genere, incontrato caprette curiose e bramato l’arrivo fino al momento in cui, in tutta la sua maestosità, ci è apparso il meraviglioso mare della caletta, protetta dalla guglia iconica che la contraddistingue.

Per poter trascorrere un pò di tempo in spiaggia siamo partite la mattina molto presto, arrivando a destinazione poco prima dell’ora di pranzo. Al contrario di Loretta, non sono una grande camminatrice. La forte pendenza del sentiero mi ha frenato molte volte. Durante il meritato riposo è arrivato anche Formica con un gruppo di trekkers al seguito. Il padrone di Cala Goloritzé. Il rientro è stato difficile come l’andata, una salita abbastanza faticosa. In tutto abbiamo impiegato 2 ore e mezza per scendere in spiaggia e altrettante per risalire.

Informazioni utili

  • Su Porteddu al Golgo di Baunei è l’ultimo punto in cui lasciare l’auto.
  • Si accede al sentiero dietro pagamento di un ticket ambientale: €6 adulti € 3 bambini.
  • Il percorso si snoda in mezzo alla natura selvaggia del Supramonte di Baunei. Si tratta di circa 3 chilometri e mezzo (solo andata) con un dislivello di 470 metri.
  • Il tempo necessario per compiere il tratto varia molto in base alla preparazione atletica.
  • Non sono presenti punti di ristoro oltre a Su Porteddu, la spiaggia non è attrezzata.
  • Evitare il “fai da te”, è sempre bene essere accompagnati da qualcuno che conosce la zona.
  • Essere sempre prudenti, il soccorso in caso di infortunio è molto difficoltoso.
  • Non vi è connessione e campo per i telefoni. 
  • È necessario camminare “leggeri” ma è indispensabile essere vestiti adeguatamente con scarpe da trekking, bastoni, cappello per il sole (NO ciabatte!).
  • Portare tanta acqua, soprattutto se si vuole affrontare il percorso in estate (sconsigliato). 
  • Via mare, l’accesso non è consentito tranne nel caso in cui si ormeggi oltre 300 metri dalla riva, ovvero alle boe di limitazione d’accesso, per poi raggiungere la spiaggia a nuoto o a remi con un tender.
  • Non portare via i sassolini bianchi dalla spiaggia. Oltre ad arrecare danno all’ambiente si è passibili di ammenda e di denuncia penale.