A Chent’Annos

I Centenari, in salute, della Sardegna

Aurelia centenaria di Sardegna

Zia Aurelia

“A chent’annos cun salude” in dialetto significa “a cento anni con salute”. Saluto di congedo oppure augurio di buon compleanno, un modo di dire che è pronunciato soprattutto dagli anziani, uomini vestiti con pantaloni di velluto, la “berritta” in testa ed il bastone in mano e da donne che indossano ancora “sa fadetta niedda” e su “muccadori”. Gente dai benevoli sorrisi con occhi vividi di giovani ragazzi, persone dalle mani segnate dal lavoro nei campi che nemmeno il forte vento di Sardegna ha spezzato. Isola terra di centenari, testimoni di un tempo passato che, piano piano si sta esaurendo.

Mario centenario di Sardegna

Mario

Villagrande Strisaili e la sua frazione, Villanova Strisaili, detengono il primato mondiale di longevità maschile. Due piccoli paesi al confine tra il mare della costa di Baunei, il rinomato Selvaggio Blu e la montagna del Selvaggio Verde, il Gennargentu. Ogliastra e Barbagia, due territori ancora incontaminati, di una bellezza intensa, dove il silenzio della natura parla, l’azzurro cristallino del mare si fonde con l’azzurro terso del cielo, le nuvole si rincorrono come tante pecorelle mentre seguono il pastore ed il suo cane.

Villagrande Strisaili e la sua frazione, Villanova Strisaili, detengono il primato mondiale di longevità maschile. Due piccoli paesi al confine tra il mare della costa di Baunei, il rinomato Selvaggio Blu e la montagna del Selvaggio Verde, il Gennargentu. Ogliastra e Barbagia, due territori ancora incontaminati, di una bellezza intensa, dove il silenzio della natura parla, l’azzurro cristallino del mare si fonde con l’azzurro terso del cielo, le nuvole si rincorrono come tante pecorelle mentre seguono il pastore ed il suo cane.

Mario centenario di Sardegna

Mario

Michelino centenario di Sardegna

Michelino

In questo angolo di paradiso ho conosciuto tanti anziani, dolcissimi anziani che mi hanno insegnato l’importanza di saper ascoltare, mi hanno regalato i loro sogni di gioventù, aperto i loro scrigni dei ricordi. Momenti di vita difficili, tradizioni tramandate dai genitori prima trasmesse ai figli poi, hanno pregato con me, asciugato le mie lacrime, mi hanno insegnato ad amare la lentezza delle giornate, a capire il loro modo di parlare, mi hanno dato l’affetto e tanti attimi profondi da rievocare nel mio difficile presente.

A Chent’Annos è il mio racconto, il mio omaggio fotografico a questi uomini e a queste donne che porto nel cuore.

Chi Sono

Gente dai benevoli sorrisi con occhi vividi di giovani ragazzi, persone dalle mani segnate dal lavoro nei campi che nemmeno il forte vento di Sardegna ha spezzato.

Mi hanno insegnato l’importanza di saper ascoltare, mi hanno regalato i loro sogni di gioventù, aperto i loro scrigni dei ricordi.